Capita spesso che molti mi elogino per tutte le mie attività intraprese.
Gestire molti siti, crearli, intraprendere progetti ed essere un professionista nell'ambito lavorativo, in effetti, richiede molte energie.
The Empty Dream (permettemi di ricordarvelo) è un progetto intrapreso (principalmente) da tre personaggi piuttosto singolari, ma tutti, nonostante le moltitudini di impegni con spese (seppur ridotte) e 0 guadagno.
I concepit del progetto nasce a BARI, ove i tre: Antonio, Giacomo e Dario abitano e crescono e si conoscono e successivamente danno vita al progetto e lo gestiscono a pieno ritmo, con contatti e pianificazioni quasi giornaliere.
Giacomo (voi lo conoscete come BloodyJack), ad esempio, si è spostato anche al di fuori della nazione per lavoro "esportando" il sito anche fuori italia e intervistando il nostro primo gruppo straniero Leggi qui e permettendoci nuovi panorami, ma portando giornalmente news e interviste e quant'altro le novità undegroud ci comunichino.
Dario (DALAGH) webmaster di questo sito, per lavoro si è spostato in Milano, ma rifacendo (per l'anniversario del sito) interamente l'interfaccia del sito (disponibile dal primo settembre) e, public relation giornaliera (o quasi) per la diffusione del sito su internet e per incrementare la visibilità on the web.
Ultimo in sequenza, ma primo nel farsi in quattro per la webzine, è il nostro direttore Antonio Moliterni (voi lo conoscete come ANATAS). A lui, appunto, dedicato questo post.
Difficile farvi capire quanto i successi personali possano influire sul sito stesso e ancora più difficile farvi intuire quanto un progetto portato avanti per passione (e solo per quella) possa portare qualcuno a intraprendere strade che non pensava di riuscire ad intraprendere.
Il nostro direttore è un fuoriclasse, lo sapevamo. Ma scrivendo per questo sito ha scoperto un talento che non pensava di possedere: la scrittura.
E a distanza di pochissimo tempo da quando lo abbiamo invogliato a mettere per iscritto quello che la sua mente gli sparava, eccolo qui con la sua prima uscita.
E' per The Empty Dream un grande onore, ma anche una grande soddisfazione veder nascere il primo successo del nostro direttore. Questo libro porta al sito (e viceversa) un grande valore aggiunto. Antonio Moliterni ha uno stile fresco, graffiante e senza alcun dubbio innovativo.
E' nato "Wolf's Eyes".
Wolf’s Eyes non è semplicemente un romanzo “fantasy”. È il connubio e la sinergia di ciò che è reale, che si intreccia all’interno dei cicli della misteriosa ed affascinante Cosmologia Taoista orientale, il tutto dipingendo scenari mistici, umoristici, apocalittici e gotici, uniti al mistero, a scontri all’ultimo sangue, alla passione, all’amore, alla speranza, alla sofferenza interiore ed esteriore e all’intero mistero che avvolge la creazione, l’inizio e la fine del mondo. O di un’era che verrà…
E' acquistabile in libreria o da questo link http://www.andmybook.it/2010/08/08/wolfs-eyes/
Io l'ho già acquistato, fatelo anche voi.
Inoltre, per tutti coloro che stanno assistendo in diretta alla nascita di uno scrittore mi preme dire che dopo questo successo la mente del nostro direttore è diventata un urugano. Sta scrivendo altri libri dei generi più disparati e noi come staff non possiamo fare altro che urlarli un grandissimo in bocca al lupo!
Ecco una recensione del suo libro. Valutate voi:
PRESENTAZIONE OPERA “WOLF’S EYES”
DI ANTONIO MOLITERNI
Wolf’s Eyes è un romanzo ambizioso che si propone di trattare svariate tematiche che vanno dall’intrattenimento alla filosofia e religione. Anzi: partendo da un lavoro di ricerca all’interno di leggende nordiche aventi il lupo per protagonista, si dà vita a un personaggio dotato di caratteristiche non nuove, ma sviluppate e descritte in maniera originale tanto da conferire una ventata di aria fresca a un protagonista che in tal modo non risulta stereotipato.
L’originalità consiste nel collocare il personaggio principale, Stray, in un contesto contemporaneo ben preciso, ma non l’unico, e di attribuirgli dei gusti e delle proprietà intellettuali al di sopra della media dei comuni esseri umani. In questo modo, si dà vita a un simpatico karateka-metallaro, ma si gioca anche con le sue contraddizioni: intellettualmente curioso e colto da un lato, disordinato e stralunato dall’altro. Combinazioni che danno vita a un personaggio singolare e affascinante.
L’autore stesso parla di un’opera innovativa, e lo è, in quanto si discosta da personaggi ormai inflazionati nel loro eroismo scontato e nei loro poteri sovrannaturali sfruttati. Tutto ciò grazie all’ironia e a un senso dell’umorismo ben disseminati lungo l’intero svolgimento della vicenda.
Se nelle vicissitudini avventurose di Stray risiede la parte di intrattenimento del romanzo, nel trattare tematiche filosofiche e religiose risiede invece la parte più impegnata dell’opera, in quanto si espongono concetti importanti che appartengono alla filosofia taoista e, in generale, a quella orientale. Inoltre, si avanzano riflessioni su temi anche spinosi quali l’interesse di una persona verso due religioni apparentemente inconciliabili tra loro – come quella cristiana e quella taoista –, così come si cerca di avanzare ipotesi sull’origine dell’universo. Riguardo a ciò, basti citare un punto preciso per rendersi conto delle riflessioni che vi si possono trovare: In verità, gli esseri più piccoli dell’universo siamo proprio noi, gli uomini. Quando pensiamo ai miracoli, noi uomini ci immaginiamo chissà quali grandi prodigi senza neppure renderci conto che il più grande prodigio avviene tutte le mattine ogni qualvolta, aprendo gli occhi, veniamo scaldati dalla luce del sole e respiriamo la fresca brezza della giornata. Non è forse questo il più grande, seppur invisibile, prodigio che Dio possa regalarci ogni giorno, costantemente e instancabilmente?
Ma si fa anche di più: si colloca Stray all’interno di un’epica lotta tra il bene e il male che ricalca quella avvenuta tra gli angeli ribelli di Lucifero e quelli dell’arcangelo Michele, spunto di ulteriori riflessioni sullo scontro del bene e del male presenti nel mondo in altre vesti. “Bene” e “male” da intendere non solo in accezione morale, ma anche come dicotomia tra amore e odio.
Allo stesso modo, viene dato spazio anche al concetto di “apparenza”, legato allo straniero che deve farsi accettare dagli altri superando i loro pregiudizi e, in questo romanzo, molti luoghi comuni vengono rovesciati e molti colpi di scena vengono regalati.
Il linguaggio e lo stile del romanzo sono anch’essi originali. Rispettando, nella totalità dell’opera, il ritmo necessario a un racconto avventuroso ed epico, alcuni dialoghi tra Stray e gli altri personaggi, specie femminili, assumono invece la veste del monologo, comunque altrettanto necessario per la narrazione di antefatti e per la spiegazione di concetti funzionali all’opera stessa.
Inoltre, ogni capitolo è intitolato prendendo in prestito un’omonima canzone di tipo metal e hard rock, scelta che personalizza ulteriormente lo stile dell’autore.
Infine la vicenda non termina in maniera definitiva, in quanto il finale resta aperto e un sequel porterà nuovi colpi di scena, da un lato, e chiarirà dei misteri, dall’altro.
Dott.ssa Tiziana Cappellini
Ecco tutti i recapiti del libro:
MySpace Ufficiale "Wolf's Eyes": http://www.myspace.com/wolfs_eyes_1
Twitter: http://twitter.com/WOLFS_EYES
Bookland - Rivista Letteraria: http://www.bookland.it/2010/08/08/wolf%E2%80%99s-eyes/
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