Dopo il passo, onestamente falso, di "Köld" (di cui però, doverosamente segnalo e salvo la stupenda title-track), gli islandesi (sì, proprio di lissù, il posto più remoto del pianeta dopo la Groenlandia)
Svavar "Svabbi" Austmann (basso)
Guðmundur Óli Pálmason (batteria)
Sæþór Maríus "Pjúddi" Sæ&tho...
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"Closer". "Più vicino".
La drammatica profezia del maledetto, sofferente, lacerato Ian Curtis. Una profezia mortuaria, come la tomba in copertina testimonia chiaramente.
Una profezia avveratasi alla vigilia della pubblicazione del disco - era il 1980 -, il secondo della band di Macclesfield, periferia industriale di Manchester, uno dei centri evolutivi della scena post-punk inglese, quell...
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<<The good old days are back>>, we are to exclaim, when listening to this new Pharao's EP. That is to say, the dawn of the NWOBHM, the "New Wave of British Heavy Metal", occurring between the late '70's and the early '80's, identifying the overwhelming english musical scene, with all those bands which re-defined the "second" wave of the genre. First of all, of course, The Iron Maiden.
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E adesso vi chiederete: e come ti è venuto in mente di metterti a crecare roba del genere, proveniente dalla lontana e sconosciuta Lituania (ah, perché, cantano pure, lissù?), dal titolo pressoché impronunciabile e vagamente esoterico?
Semplice, per due motivi. Uno, personalissimo: mi piacciono le lingue e la linguistica, ed ascoltare qualcosa nella lingua più a...
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Il periodo pasquale, è tradizione, io lo dedico al conte Burzum. Non per satanismo, reale o virtuale, né tantomeno per ateismo, ma poiché, quasi per tradizione, mi sembra che da un paio d'anni in questo periodo il suddetto Conte pubblichi i suoi neo-lavori post-carcere.
Se l'anno passato avevo paragonato l'attesissimo "Belus" - al quale rivedo il voto ad un buon 7.0 - all'acq...
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1985. Album epocale, maledettamente. Straniante, pieno di immagini ipnagogiche, paralizzante.
Il sound sumerico, alieno, aggredisce alla gola fin dai primi istanti, con note fuligginose, liquide, ripetitive, con il ritmo caratteristico di McCoy e compagni, che apprezzeremo fino all'inverosimile negli immediatamente successivi "Dawnrazor" e - ancor di più "The Nephilim". La leggenda degli i...
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(Warner Bros. - 1992)
Quello che a ragione viene considerato il masterpiece della band di Athens, Georgia, risulta essere probabilmente il più intimista, il più profondo - sia per quanto riguarda il registro sonoro che per quanto concerne le lyrics -, il più intenso nella sua apparente calma e nei suoi toni a volte leggeri, a volte quasi scherzosi, altre intmazioni e presag...
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Non esagero assolutamente se affermo di non avere dubbi che questo disco sia il più bello realizzato dal miglior gruppo pop-rock (soprattutto la seconda, fino a questa terza opera) per quanto riguarda la qualità - peccato davvero che abbiano realizzato solo cinque album, virando decisamente verso un pop quasi scadente con dapprima il validissimo "Bury the Hatchett" (1999), e poi con ...
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<<Prostorom lete nestvarne stavri...>> è l'incipit di uno dei pezzi, la title-track, di questo disco del 1984, venuto fuori da Novi Sad, Vojvodina, Repubblica serba dell'allora Jugoslavia. Già: <<cose irreali volano nell'aria>>.
Dal buio e dal freddo di un Paese slavo avanza, cavalcando le note in stile ora russo, ora punk, ora pop, ora leggermente industrial...
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Non i Celtic Frost, non i Venom, né nessun altro.
1992. Un lampo nel cielo del Nord (non un Nord qualunque, ma quello norvegese, patria putativa di molti artisti e del black metal più oscuro e tradizionale) scuote gli animi con folgori e atmosfere finalmente sataniche e non più grezzamente mortuarie. Non più, perché, Ted Skjellum, Ivar Engar e Dag Nielsen, stanc...
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