SUBCAVA SONORA presenta:
NINO BRUNO E LE 8 TRACCE (presentazione album)
Venerdi 4 novembre live @LANIFICIO 25 - Napoli
Acclamatissimo al festival del cinema di Cannes, This must be the place, ultima opera di Paolo Sorrentino con protagonisti i premi Oscar Sean Penn e Frances McDormand, porta nel mare hollywoodiano anche una goccia di Napoli, attraverso la voce del protagonista Penn con la canzone Every single moment in my life is a weary wait, scritta appositamente per lui dal cantautore napoletano Nino Bruno, presente nella colonna sonora del film insieme ad artisti del calibro di David Byrne, Ben Harper e Arcade Fire
In omaggio alla storica partecipazione, Venerdì 4 novembre, al Lanificio 25 di Napoli, la Subcava Sonora presenterà in anteprima nazionale l’album Sei corvi contro il sole di Nino Bruno e le 8 tracce (ed. Goodfellas), contenente il singolo presente nell’ OST, in un concerto evento ricco di sorprese e collaborazioni.
L’opening act del concerto sarà infatti affidato alla coinvolgente performance Objects in the Mirror are Closer than they appear, con musiche dal vivo di K-Conjog (reduce da uno straordinaria esibizione al museo Madre di Napoli) e video proiezioni di Francesco Lettieri (regista de “Le storie che invento non le so raccontare”).
In contemporanea all’ evento, ci sarà il finissage de L’apparenza ambigua a cura di Giorgio Bonomi (con mostra delle tre artiste Pina Inferrera, Luisa Mazza e Pippa Bacca), mentre in pre-serata sarà proiettata una clip video sulla vita della Bacca, nipote di Piero Manzoni, morta tragicamente in Turchia durante la performance itinerante Spose in Viaggio, con cui si proponeva di attraversare in autostop 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo.
Il cantautore napoletano Nino Bruno, che chiuderà l’evento suonando in trio assieme a Giulio Fazio e Peppe Sabbatino, presenterà così il suo nuovo album, regalando in anteprima nazionale ai suoi concittadini un’esclusiva irrinunciabile dal profumo internazionale.
INGRESSO LIBERO:
h 19.00 Finissage della mostra “L’apparenza ambigua” a cura di Giorgio Bonomi
h 20.00 Presentazione del video “Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché!”
INGRESSO 5 EURO:
h 21.30 K-Conjog , DJ e VJ set live “Objects in the Mirror are Closer than they appear”
h 23.00 Nino Bruno e le 8 tracce, presentazione nuovo album “Sei corvi contro il sole”
http://www.facebook.com/event.php?eid=183461091731639
LANIFICIO 25
Piazza Enrico de Nicola, 46
081 6582915
Ufficio stampa:
Annalisa De Martino
liz@subcavasonora.com
www.subcavasonora.com
The Empty Dream è divenuta Testata Giornalistica on-line. E, questo, oramai, credo lo sappiate tutti (o quasi). La diffusione della musica, delle bands, la loro promozione, sponsorizzazione attraverso i nostri canali mediatici, la recensione dei loro lavori in studio e nei loro live show, le loro interviste e tutto ciò che circonda l’Underground nazionale (prevalentemente), ci hanno permesso di crescere e di diventare quel che siamo oggi.
Una realtà consolidata.
Detto questo, tralasciamo per un attimo i dischi e dirottiamo il discorso sull’Editoria. Si, ragazze e ragazzi: editoria in forma cartacea.
Essendo colpito da una dannata malattia che mi impedisce di poter lavorare come una persona normale, all’ombra dei suoi 31 anni di età vorrebbe fare, mi sono dato alla scrittura. Sono anche chitarrista ma scrivere le liriche delle canzoni è simile alla stesura di una poesia. E, quindi: perché non darmi alla prosa? O, meglio, perché non scrivere un romanzo?
Il problema è che il romanzo deve piacere. Ed io, essendo metallaro sino all’osso, anzi, sino al midollo osseo, ho pensato ad u libro che avrebbe potuto fare la gioia di tutti, ragazze, ragazzi, adulti e, soprattutto, noi metallers!
Il suo nome?
Ho volutamente “battezzarlo” con un titolo in lingua straniera: “Wolf’s Eyes”.
Il genere?
Un fantasy. Ma non sparateci sopra,per favore. So che molti di voi e di noi sono un “tantino” delusi dal mondo del fantasy almeno quanto lo sono da quello della musica: sempre le stesse cose, riciclate o auto riciclate, impastate e rimpastate. Per ottenere, alla fine, altra merda.
Per capirci: se impasto merda, ottengo altra merda: merda viva che mi funge da concime.
Quindi, che senso avrebbe avuto puntare su un fantasy stereotipato? Ergo: stravogliamo tutto, dall’ambientazione, ai protagonisti, alla narrazione, nomi dei capitoli compresi.
Ho ottenuto un piccolo gioiello (scusatemi l’autocelebrazione, ma è quello che mi hanno detto coloro che l’hanno letto….) che definire “fantasy” è riduttivo o, addirittura, irrisorio. Perché, in “wolf’s Eyes”, si và al di là della mera concezione del “fantasy” tout-court per allacciarsi a tematiche più attuali lasciandosi alle spalle vampiri indemoniati (una volta lo erano, prima di diventare più “gay” nelle saghe di “Twilight” o “The Vampire Diares”) o, ancora, “piccoli maghi crescono” (chi ha detto “Harry Potter”?), senza scordarci tutti i film e/o romanzi che hanno avuto come protagonisti vampiri dannati o dannatamente innamorati, ragazze vampirizzate o vampirizzanti (saga “Underworld”), licantropi, mummie, dragoni e spadoni….. e basta!
Guardiamoci attorno: cosa accade in questa società? Cosa accade in occidente? E in oriente? Come “vedono” il mondo dall’altra parte della cartina geografica? Cosa ne penano? Cosa significano veramente le parole “aura” o “Chakra”? E cos’è davvero un dèmone? E un demonio? Sono uguali, simili?
Quante cose…. Vi siete mai chiesti com’è nato il mondo? Se esista una sorta di equilibrio che regga tutto oppure siamo retti da qualcosa o qualcuno? O se, al contrario, tutto non sia avvolto puramente dal caos?
Quante tematiche, quante domande e…. le risposte?
Dalle domande è nato “Wolf’s Eyes”. Le rispose sono dentro “Wolf’s Eyes”.
Avvenuta, humor (e qui sono uno specialista….), ambientazioni che spaziano da scenari “verdi” e allegri, per poi andar sfumando in temi più gotici e apocalittici. L’intero mistero che avvolge il creato e la creazione, l’equilibrio sul quale la stessa si regge. Se esista o meno un “Dio” o un “Master Of Puppets” che tessa le tele dei destini degli uomini. E degli animali.
Uomo e lupo uniti da un destino. Un destino che vedrà entrambi coinvolti in un’avventura ai limiti del paradosso, laddove i colpi di scena non si sprecano, all’interno della quale mentre stai per capirci qualcosa, ti accorgi di non aver capito nulla e….. alla fine i tasselli che compongono il puzzle vengono posti l’uno accanto all’altro per formare il grande quadro.
Un quadro che vede avvolgerci tutti verso la fine e la distruzione. O agli albori di un nuova era. Un’era che verrà.
Questo è il mio “Wolf’s Eyes”.
Vi lascio qui sotto la sinossi dell’opera e il link del mio sito-blog personale dal quale potete apprendere tutto ciò che riguarda “Wolf’s Eyes” e conoscerlo meglio (nonché, conoscermi meglio).
Edito dall’Arduino Sacco Editore, già disponibile on-line al link seguente:
Ø http://www.arduinosacco.it/product.php?id_product=535
Sperando che ognuno di Voi confidi in me e che magari, solo visitando la pagina in cui è esposto in “vetrina” della Casa Editrice, l’Arduino Sacco Editore, possa innamorarsene ed acquistarlo (le spese di spedizione sono irrisorie… solo 3 Euro). E, quando il lupo sarà cresciuto, lo si troverà in tutte le librerie, come i migliori romanzi.
E noi sappiamo che per essere definito “bello”, “migliore”, il più bello” e via dicendo, qualsiasi cosa, non c’è bisogno che ce lo dica qualcun altro. Ciò che conta è la propria attinenza con la realtà. Mi riferisco soprattutto ai musicisti che suonano ancora rintanati nel mondo dell’Underground musicale nostrano.
Ho scovato talenti mostruosi nell’Underground musicale nazionale che farebbero le scarpe tranquillamente ai mostri sacri (o, almeno, così sono definiti dal panorama delle major) del panorama musicale internazionale. E questo è un male, un peccato, un grave abominio della mente umana “malata” di fame insaziabile di danaro, speculazione e basta. Perché per entrarci devi fare i salti mortali, per rimanerci quelli ipermortali con rischio di rottura di vertebre lobari, mentre per uscirne basta poco. Un piccolo sgarro e sei di nuovo nessuno.
Ma questo è un altro discorso che approfondiremo in un altro editoriale dedicato proprio all’Underground musicale e alle sue meteore.
Per adesso, vi lascio qui sotto scritta la sinossi di “Wolf’s Eyes”. E il link del mio sito –blog dove potete commentare, scaricare qualche pagina dell’opera e navigare tra le poche pagine che lo compongono.
Visitare la vetrina di “Wolf’s Eyes” non vi costerà nulla. Acquistarlo, invece, aiutare me e i tanti autori emergenti che sono nascosti dalle ombre dei rami del sottobosco dell’Underground letterario.
Ah già…. Quasi scordavo…. Perché un romanzo per metallers?
Beh, vi lascio leggere i titoli dei capitoli e capirete da soli…..
LUPUS DEI
THE COLD WHITE LIGHT
ADDICTED TO CHAOS
FLIGHT OF ICARUS
STRANGER IN A STRANGE LAND
THE LONGEST NIGHT
BENEATH THE SHINING WATER
SOUL KITCHEN
LEARNING TO LIVE
ESTRANGED
THROUGH HER EYES
NIGHTMARISH REVELATION
THE SILENT FORCE
VELVET GREEN
OF WOLF AND MAN
DRAWING THE LINES
IN MEMORIAM
WAY OF SILENCE
DISCIPLE
FADE TO BLACK
THE DARK SIDE OF THE MOON
WE ONLY SAY GOODBYE
UNIA
THE SILENT ENIGMA
ONLY
BURN
MY OWN PRIVATE ARMAGEDDON
DANCERS TO GOD
BLACK SUNRISE
LIGHT INTO THE DARKNESS
EYES OF WRATH
ANGEL OF DEATH
STRONGER THAN HATE
SILENT LUCIDITY
ANCIENT SPIRIT RISING
SPIRIT IN BLACK
SOUL ON FIRE
RIDE THE LIGHTNING
FOR THE SAKE OF REVENGE
DUST IN THE WIND
BEFORE THE WAR
PRAYER
TWILIGHT OF THE GODS
Oltre 300 pagine di avventura che vi terranno incollati alle stesse e…. chi non indovina almeno i 2/3 delle bands che hanno dato “vita” ai capitoli di “Wolf’s Eyes”….. si cancelli dall’albo dei metallers n’ rockers, please………
SINOSSI OPERA
Wolf’s Eyes è, decisamente, un romanzo ambizioso che si propone di trattare diverse tematiche che spaziano dall’intrattenimento alla filosofia e alla religione. Partendo da un puro ed esemplare lavoro di ricerche tematiche, all’interno di leggende nordiche aventi il lupo come protagonista, si dà vita ad un personaggio “diverso”, strano, dotato di caratteristiche “non nuove”. Il tutto sviluppando e descrivendolo in maniera assai originale tanto da conferire una ventata d’aria fresca ad un protagonista che, in tal modo, risulta essere assolutamente non stereotipato.
Stray, il nome del protagonista, sarà collocato all’interno di un contesto contemporaneo ben preciso. L’originalità consiste proprio nel conferire, a questi, una serie di capacità fisiche ed intellettuali, attribuendogli gusti a dir poco strambi che contribuiscono a donare quel toccasana di “humor” in più al romanzo. In questo modo ci si ritroverà di fronte ad un simpatico e strambo karateka-metallaro, dal quoziente intellettivo al di sopra della media dei comuni esseri umani (pur non essendo neppure diplomato) e che giocherà anche con le sue contraddizioni: intellettualmente curioso fino allo spasmo e colto da un lato, disordinato estralunato dall’altro. Una combinazione unica che darà vita ad un personaggio, decisamente, singolare e, per certi versi, molto affascinante.
Ma si va oltre. Poiché, Wolf’s Eyes non è un puro e “semplice” romanzo “fantasy”, poiché trattasi, effettivamente, di un’opera innovativa. E lo è, in quanto si discosta da tutto ciò che ilfantasy ci ha proposto in questi anni, dai suoi personaggi oramai inflazionati nel loro scontato eroismo e, magari, dotati di poteri sovrannaturali. Tutto ciò, soprattutto, anche grazie all’ironia e al senso dell’umorismo ben disseminati lungo l’intero svolgimento della vicenda. Una vicenda che racchiude non una singola storia, ma che si intreccia, a sua volta, con più sottotrame e misteri che, man mano, affiorianno all’interno di una collocazione spazio-temporale differente, pur rimanendo saldi al contesto e all’intera tematica.
E, se nelle vicissitudini di Stray risiede la parte di intrattenimento del romanzo, nella trattazione delle tematiche filosofiche e religiose ne risiede quella più impegnata dell’opera, in quanto vi si espongono concetti importanti, appartenenti alla filosofia orientale e, più precisamente, all’intera cultura del Taoismo e alla sua in Cosmologia. Si avanzano, inoltre, riflessioni su temi “spinosi” , quali, ad esempio, l’interesse da parte di una persona per duediverse religioni apparentemente inconciliabili tra loro (quella Cristiana e quella Taoista) o, ancora, si avanzano ipotesi sull’origine dell’universo e su di una sua ipotetica fine. E, proprio riguardo a ciò, basterebbe citare uno, tra gli innumerevoli spunti di riflessione, che, all’interno, vi si possono trovare:
«In verità, gli esseri più piccoli dell’universo siamo proprio noi, gli uomini. Quando pensiamo ai miracoli, noi uomini ci immaginiamo chissà quali grandi prodigi senza neppure renderci conto che il più grande prodigio avviene tutte le mattine ogni qualvolta, aprendo gli occhi, veniamo scaldati dalla luce del sole e respiriamo la fresca brezza della giornata. Non è forse questo il più grande, seppur invisibile, prodigio che Dio possa regalarci ogni giorno, costantemente e instancabilmente?», o, ancora «…. Solo in quel momento entrambe compresero. Compresero che più ci si sofferma a osservare una cosa da vicino, tanto più essa sbiadisce così come avviene con gli oggetti che se osservati da lontano, pur essendo forse irraggiungibili,appaiono comunque bellissimi e meravigliosi. In quel momento, si chiesero se in realtà appartenessero a ogni cosa in ogni momento e in ogni istante della propria vita. Questo poiché le cose che possiamo vedere, toccare e annusare non durano che un tempo, breve o lungo qualunque esso sia, mentre la vera essenza delle cose che noi amiamo e apprezziamo è proprio racchiusa in queste stesse piccole cose che all’occhio umano paiono invisibili, anche se gli vengono poste accanto. Inoltre, sono proprio quelle invisibili le cose più belle tra tutte, perché spesso sono ciò che dura in eterno».
Ancora, si colloca Stray all’interno di un’epica lotta tra il bene e il male che ricalca la medesima guerra avvenuta tra gli angeli ribelli di Lucifero e quelli dell’Arcangelo Michele. Ulteriore spunto, quest’ultimo di riflessioni sullo scontro tra bene e male, presenti nel mondo ma in vesti diverse. Così come “bene” e “male” da intendere non solo nella loro mera accezione morale ma individuabili anche come dicotomia tra amore e odio.
Viene affrontato il tema del concetto di “apparenza” dello “straniero in terra straniera”, dovendosi farsi accettare per quel che egli è, superando pregiudizi e luoghi comuni i quali, all’interno del romanzo, saranno completamente rovesciati. Romanzo che non smetterà di regalarci un’infinità di colpi di scena.
Stile e linguaggio narrativo sono anch’essi originali. Rimanendo ben connessi alla totalità dell’opera, al suo ritmo necessario ad un racconto avventuroso ed epico, alcuni dialoghi tra Stray e altri personaggi, specie femminili, assumeranno le vesti di monologhi, senza snaturare l’opera stessa ma al fine ultimo e necessario per la comprensione di narrazioni ed antefatti e per la spiegazione di concetti funzionali dell’opera tutta.
Inoltre, altro elemento di originalità, consiste nell’intitolare ogni capitolo “prendendo in prestito” un’omonima canzone, spaziando dal rock al metal. Scelta, quest’ultima, che personalizza ulteriormente l’autore.
Infine, Wolf’s Eyes, non termina in maniera definitiva, in quanto il finale resta aperto ad un sequel che porterà ulteriori colpi di scena, da un lato, e chiarirà molti altri misteri, dall’altro.
È la fine dell’esistenza e del mondo intero? O solo l’inizio di una nuova era che verrà?
Tutto questo è racchiuso tra le pagine di Wolf’sEyes.
LINK:
Ø http://antoniomoliterni.wordpress.com/
Un grazie a tutti Voi in anticipo, qualunque cosa Voi facciate sarà già abbastanza. Anche il sol fatto di aver letto l’intero articolo e, magari, di averlo condiviso tra i Vostri social networks.
Un caloroso abbraccio a tutti Voi,
Antonio “Anatas” Moliterni
Editore, Proprietario e Direttore Generale
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