
A volte, il “mestiere” di recensore, può risultare cosa assai gradevole. A volte, invece, accade il contrario.
Avete presente quando ci si reca in un ristorante (rinomato o non) e ci si piazza al tavolo, con lo stomaco che urla e con il cervello che cerca di mettere pace tra stomaco e fauci? Beh, siamo pressappoco lì. Perché, invero, innanzi ad un menu, generalmente, non si sa mai su cosa puntare. Vuoi perché la cosa si conosca fin troppo bene e, quindi, si è stanchi di mangiare sempre al stessa roba. Vuoi, invece, il caso contrario e, cioè, che la pietanza propostaci (o che abbiamo scelto) non la conosciamo affatto e quindi dobbiamo fidarci del nostro istinto o delle altrui dicerie.
Star a noi, poi, valutare se, la nuova pietanza, era spazzatura riciclata e, quindi, rimpiangeremo il nostro classico piatto, tanto “uguale e monotono” ma, tuttavia, tanto ma tanto appetitoso. O, magari, potrà accadere il contrario e, quindi, soddisferemo palato e vista, pagheremo e andremo via dal ristorante tutti felici e contenti.
Ed è un po’ questa la cosa che è accaduto a me, con questo “Death Begins” dei romani “My Darkest Side”, realtà tutta nostrana (o, come loro si autodefiniscono, una “Roman Fuckin’ Metal Band”. e, cazzo, hanno fottutamente ragione…)della quale, su internet, sono riuscito a trovare poche tracce di loro, poiché “neo nati” e, quindi, sottomessi alle dure leggi dell’underground musicale. La loro Biografia, inoltre, non mi ha aiutato più di tanto, tale da poter presentare in maniera ottimale, a chi legge, la band.
Tuttavia, qualcosina, su di loro, posso dirvela. Innanzitutto che, i nostri, sono attivi dal 2008, anche se con una formazione, purtroppo (come spesso accade ad ogni genesi), “a porte girevoli”, con ingressi e uscite di vari membri all’interno del gruppo. Un gruppo di ragazzi che non si è mai arreso, che ha saputo lottare e, fa n’culo, è riuscito a dar vita, dopo anni di tiritere e via vai, dopo chissà quanti inviti a gettare la spugna (sto immaginando, ma, in genere, queste cose accadono. Parlo per esperienza personale; l’esperienza di un chitarrista (io) che ha dovuto rinunciare. Il che no né affatto bello, né compiaecvole. Ve l’assicuro) al loro primo parto in studio.
Mi riferisco proprio a questo “Death Begins”, concepito a fine gennaio 2010, un meraviglioso DEMO, di sole 4 tracce, in cui traspare in tutta la genuinità che, solo un gruppo di ragazzi che ha alle spalle anni di live show e un’ulteriore DEMO (che, purtroppo non ho mai ascoltato, con la conseguenza di non poter far confronti). Un DEMO che suona fottutamente metal, un metal molto devoto a band quali Black Dahila Murder e Lamb Of God, in primis.
Un death n’ groove metal, quindi, melodico, terremotante (e terrificante, per certi versi) ma MAI banale, interessante (poiché intriso di notevoli spunti che strizzano favorevolmente un’occhiata alla componente di innovazione che la band ha saputo miscelare nel songwriting), accattivante, fottutamente tecnico e dannatamente pregno di controcazzi.
Il benvenuto, ci viene offerto dalla terremotante opener, una killer metal song, introdotta da un guitar riffing micidiale che parte in assolo, a folle velocità, per poi lasciar spazio ai growl di Valerio Ziroli. Il brano è davvero molto bello, costruito su riff e cambi di tempo ben strutturati, più lenti nelle strofe e traumaticamente veloci nei refrain. Ottimo, inoltre, il lavoro della sezione ritmica a cura di Alessandro Esposito e Demian Ugolini (rispettivamente bassista e batterista) che risultano incisivi e determinanti in ogni singola nota che costruisce questo primo cavallo di battaglia, questa”My Sixth Sense”, perfettamente suggellata da un ottimo tappeto di guitar solo, sapientemente eseguito da Dario Romagnoli.
Come biglietto da visita, quindi, non c’è male e, l’ascolto procede più che volentieri.
Si fa strada, senza pretese alcune, la dinamitarda “Spawing Blood”, non troppo distante, dal punto di vista delle coordinate stilistico – musicali, dalla first track, ma ugualmente all’altezza, tale da poter risultare, anch’essa, un’ottima song dalla quale trasuda tutto l’impegno dei nostri. Una song, nella quel, i growl ci assaltano sin dall’inizio e che, assieme al lavoro (sempre impeccabile) del duo Cavallari-Romagnolo, risulteranno una delle arme vincenti di questa ennesima anthe metal song.
Ed, invero, sono proprio i vocals demoniaci di Valerio che mi “spaventano” non poco. Non riesco a credere che un essere umano riesca a “cantare” con quelle tonalità e, soprattutto, sostenendo la velocità del druming e delle chitarre, lungo le 4 tracce che compongono questo DEMO. Mi chiedo cosa accidenti sarà in grado di fare quando dovrà esibire il proprio talento su un vero full-lenght!
Perché, “Altar Of Star’s Light” è l’ennesima dimostrazione che i nostri ci sanno fare. Una song dalla quale, i riferimenti alle band anteprima citate ci sono tutte, ma, anche, anche a quelle che hanno costruito la storia del genere, pur non rientrando e/o appartenendo al death, nel senso più stretto del termine. Mi riferisco al thrash molto devoto agli Slayer ai primi Sepultura, nonché a quello più tecnico e melodico del trio Metallica – Testament – Megadeth.
Introdotta da un druggming lento che segue un ottimo e bellissimo solo melodico, “Altar Of Star’s Light” è una vera e propria fucilata metal; song dalla quale, i “My Darkest Side”, tirano fuori l’argenteria di famiglia: velocità, tecnica, melodia e controcazzi.
Controcazzi che esploderanno in tutta la loro furia nel death-core della conclusiva “Terror Of Reality” (mai titolo fu più azzeccato), song che si commenta già da sola. Un autentico vortice sonoro, terrificante all’inverosimile. Un vortice nel quale rimarremo intricati, invischiati fino al midollo, un brano in cui Demian Ugolini mena fendenti sul suo strumento come un dannato. Ma ad essere dannati (o indemoniati?) sembra essere la band tutta che, in meno di 3 minuti e mezzo, sforna l’ennesima perla di death metal melodico, groovy all’inverosimile e, Dio sa solo come, tecnicamente inattaccabile. Un lavoro innanzi al quale non si può rimanere estasiati dalla prova offerta dai 5 musicisti che, tra cambi di tempo, assoli improvvisi, growl demoniaci e tutti i corredi concepiti per l’occasione, fanno di questa track l’ennesimo gioiello.
Un gioiello che, accanto ai suoi 3 fratelli, ben si incastona in un’opera più complessa e “pura”, arricchita da quella che è una più che ottima produzione (signori! Parliamo di una band agli esorid! E un paio di ‘sti cazzi, no?), tale da dar vita a questo ottimo prodotto di death n’ groove metal, farcito da sonorità thrash e melodie d’antologia, rabbioso, maledettamente veloce e ultratecnico.
Una vera e propria opera d’arte. Un autentico diadema dal valore inestimabile.
E, lasciatemi dire e proferire che, se questi sono gli esordi, se questo è SOLO un DEMO, beh, allora….. non vedo l’ora di poter ascoltare l’album per intero.
E, altresì, non vedo l’ora di poter vedere lanciati i nostri, i “My Darkest Side”, al di fuori del sottobosco nostrano, per “profanare” l’olimpo dei musicisti internazionali. Che, oggi, è sovrappopolato di band inutili e ridotte alla frutta.
C’è bisogno di ossigeno, c’è bisogno di aria fresca e pura.
C’è bisogno dei “My Darkest Side!
VOTO: 9.5
TRAKLIST:
1. MY SIXTH SENSE
2. SPAWNING BLOOD
3. ALTAR OF STAR’S LIGHT
4. TERROR OF REALITY
MY DARKEST SIDE – LINE UP:
· VALERIO ZIROLI: Vocals
· UNBERTO CAVALLARI: Rhytm Guitar
· DARIO ROMAGNOLI: Lead Guitar
· ALESSANDRO ESPOSITO: Bass
· DEMIAN UGOLINI: Drums
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