Salve ragazzuole e ragazzuoli, seguaci fedeli del culto di The Empty Dream e dell’Underground nazionale e non che, attorno ad esso, ruota come i satelliti attorno i pianeti e, come questi ultimi, attorno alle rispettive stelle, originando galassie. Perché, l’Underground, è una galassia sempre in continua evoluzione, mai stazionaria (al contrario del settore musicale che conta a sé band famosissime e, per la maggiore, inutili… potremmo paragonare ogni band ad un pianeta e il settore musicale internazionale ad una enorme supernova, prossima ad un buco nero…..!).
Vi ricordate dei “Red Sky”, il progetto solista del fronte man degli Ammonal, lo strafighissimiticissimo Leo? Ebbene, dopo aver deliziato il Vostro palato con la recensione, che, spero, abbia messo Voi l’acquolina in bocca, vi metterò ancor più appetito con questa intervista tra me e il guitar-hero Leo (mica esagero!), un talento dello strumento. E, se non ci credete, ascoltate “Tra L’Ombra E L’Anima”…. Ne vale la pena e vale tutti i soldi che costa (in realtà on costa neppure così tanto, quindi, ne vale molti e molti di più!). la recensione la trovate cliccando sulla foto presente qui sotto:

l’intervista… beh, basta continuare a leggere, eh eh!
Buona lettura a Voi tutti, gente! Ringrazio tutti Voi anche da parte del nostro amico Leo, autore del progetto che colora il cielo di rosso. E, non per questo ultimo, ringrazio proprio te, Leo, per averci dato la possibilità di inserirti in queste pagine virtuali!
Thanx Man!
1. Ben tornato su The Empty Dream e, soprattutto, ben tornato ai Red Sky! Vorrei sorvolare sulla classica domanda d’apertura che, evidentemente, ti avranno fatto chissà quante volte ma, essendo The Empty Dream una webzine aperta a tutti e in continua escalation, è doveroso presentare a tutti la tua Creatura, i Red Sky e raccontarci velocemente come nasce il progetto.
ü Ciao a tutti e grazie! Red Sky è il mio progetto solista,che si aggiunge al mio gruppo principale,gli Ammonal, in cui suoniamo Alternative Melodic Death Metal. Le canzoni sono nate nel 2010 e man mano che le scrivevo, ho deciso di dar vita a un nuovo progetto per poterle pubblicare e far conoscere. Rispetto agli Ammonal, le canzoni sono più soft, nonché strumentali.
2. Cosa ti ha spinto a scrivere un disco composto da brani esclusivamente strumentali?
ü Le canzoni sono nate improvvisando, durante i miei allenamenti quotidiani a casa, quindi già in origine strumentali. Inoltre per come sono strutturate, il cantato non ci starebbe bene, per cui ho deciso di svilupparle tutte come strumentali, anche perché dato il genere, affidarsi soltanto alla musica è il metodo migliore per emozionare la gente e far volare la mente (questo ragazzo è un poeta nato! N.d. Antonio “Anatas”). Comunque non escludo in futuro di scrivere anche qualche canzone non strumentale.
3. Come l’ha presa il resto della band? Far sorgere una “costola” dalla stessa, almeno a livello internazionale, ha visto crescere molti dissidi. Ovviamente si parla di gente abituata a far soldi, a nutrirsi degli stessi, nonché a cagarne e vomitarne in continuazione. E, questo, solo per il fatto di far parte di una band più blasonata rispetto ad altre (cosa che, in linea quasi totalitaria, non accade nei territori Underground).
ü Il resto della band ha accettato tranquillamente la cosa, anche perché comunque sanno che gli Ammonal hanno la priorità e restano il progetto principale (alla faccia vostra band no-underground, no love! Prima vi separate e vi scannate, poi, quando avete di nuovo appetito di soldi, vi riunite a tavolino ed esordite in stampa con la solita frase fatta “Stiamo di nuovo insieme perché tra noi è come se non fosse accaduto nulla! Siamo tornati in studio e abbiamo suonato con la stessa passione di sempre…. Bla, bla, bla e ancora bleah!” N.d. Antonio “Anatas”).
4. Analizzando la struttura delle songs, non ho potuto non rimanere estasiato dalla tua tecnica, assai versatile! Un genere che si scosta molto dai territori esplorati dagli Ammonal per andare ad esplorare lidi adiacenti a coste più prossime ad un rock “elegante e raffinato”. Come mai hai optato per questa scelta?
ü I miei gusti musicali sono da sempre orientati verso la musica triste e/o rabbiosa,e dato che l’aggressività la esprimo già negli Ammonal, non aveva senso sviluppare un altro progetto identico, per cui ho deciso di esprimere le mie emozioni attraverso melodie tristi e malinconiche (fico! N.d Antonio “Anatas”). Vorrei precisare però che non è stata una scelta consapevole e decisa a tavolino, io semplicemente suono ed esprimo ciò che sento, e dato che il periodo in cui ho composto le canzoni non era dei migliori, il risultato è questo. Con queste premesse, ho deciso poi di dare all’intero progetto Red Sky un carattere poetico e malinconico, da qui la scelta del nome, della copertina, dei titoli e di tutto il resto (strafico! N.d. Antonio “Anatas”).
5. Ascoltando i brani, ho immediatamente accostato la tua tecnica e il tuo modo di intendere la musica a quella di Joe Satriani. Credo ci sia una forte influenza dello stranoto chitarrista italo-americano. Tuttavia ho anche apprezzato (e tanto) la tua impronta personale. Hai dato vita a qualcosa di unico, riuscendo a miscelare il tuo bagaglio artistico da quanto appreso. Dico bene?
ü Hai indovinato! Per quanto riguarda il rock strumentale, Joe Satriani è sicuramente il mio artista preferito (anche il mio! N.d. “Antonio Anatas”) e punto di riferimento numero uno. Ho cercato di fare quello che fa lui, cioè emozionare la gente con musica strumentale, dando più importanza alla bellezza delle canzoni piuttosto che alla dimostrazione fine a se stessa della tecnica (e qui ci sarebbe tanto da riflettere…. Non è vero Dream Thetaer? O, ancora, Malmsteen? Fate ammenda, piccoli idioti… N.d. Antonio “Anatas”). Ovviamente io non sono Joe Satriani (effettivamente Joe non ha un pelo in zucca… non gli somigli proprio ragazzo. N.d. Antonio “Ananas”…. ^^ ), per cui ho cercato di fare quello che fa lui ma a modo mio e ti ringrazio per l’accostamento.
6. Rimanendo in tema strettamente musicale, chi sono le tue “muse ispiratrici”? Credo che una persona come te non si limiti ad ascoltare un unico genere musicale ma abbia una cultura musicale abbastanza vasta.
ü Io ascolto prevalentemente Metal estremo e Rap, ma ascolto un po’ di tutto, dal già citato Satriani, al Metal più leggero, al Rock, qualcosina di Pop, Colonne Sonore,ecc ecc… (a queste ci aggiungo i miei generi, ossia, musica classica ed escludo il Rap. N.d. Antonio “Anatas”) Ascolto ciò che mi piace, al di là dei generi. Per me esistono solo due tipi di musica, quella che mi piace e quella che non mi piace, il nome che gli danno non mi interessa.
7. Perché dare un nome italiano al disco e, di conseguenza, anche alle songs? Ti confesserò una cosa: la scelta mi è piaciuta ma, ancor più, mi sono piaciuti i titoli che sembravano ricalcassero davvero tutte le emozioni che paiono traspirare da ogni singolo brano, anzi, da ogni singola nota di ogni singolo brano.
ü Ho riflettuto a lungo su questa cosa: da una parte volevo usare l’inglese per rendere l’EP meno provinciale possibile e far si che i fan di tutto il mondo potessero capire e conoscere il progetto; dall’altra il carattere poetico generale mi spingeva a usare nomi italiani che rendessero l’idea, perché con l’inglese mi sembrava di banalizzarli. Alla fine ho scelto la seconda, anche perché dopotutto non sono l’unico ad aver usato la lingua madre e questo non ha impedito ai vari artisti di farsi conoscere nel mondo.
8. Posso credere che in ogni song ci sia davvero nascosta una sorta di anima o, comunque, un contenuto “autobiografico”? Ad esempio, cosa intendi con “La Luna Bacerà Le Tue Lacrime”? o, anche, il titolo dell’album: cos’è che stà, che si rifugia, che è nascosto (o vuole nascondersi volutamente) “Tra L’Ombra E L’Anima” ?.
ü Ogni canzone è frutto ed espressione di ciò che sentivo quando le ho composte, quindi tutte le canzoni sono sincere e autobiografiche per definizione. Per scegliere i titoli, ho ascoltato più volte le canzoni fino a trovare le parole per esprimere le emozioni che le canzoni stesse mi suscitavano. Ad esempio, la canzone che mi citi tu “La Luna Bacerà Le Tue Lacrime”, quando l’ascolto mi da l’idea di sofferenza, che però nel pre-ritornello sembra passare, si sente una rinascita, una speranza e poi nel ritornello si torna di nuovo alla sofferenza, nel suo culmine, ma la canzone comunque mi sembra che dica “tranquillo, andrà tutto bene”, per cui cercando un modo poetico di dirlo, ho scelto quello. Per quanto riguarda il titolo dell’intero EP, è tratto da un verso di Neruda, e appena l’ho letto ho capito che quello doveva essere il titolo del mio EP, perché rendeva alla perfezione l’idea di come sento la musica, un mezzo per esprimere tutte quelle sensazioni profonde, inesprimibili in altri modi, e non ben definibili, situate tra il bene e il male, tra l’ombra e l’anima appunto (il tuo linguaggio poetico, amico mio, mi strappa le lacrime dal cuoricino…. È vero! N.d. Antonio “Anatas” lacrimante).
9. Musica e poesia: io ho fatto questo accostamento nella recensione scrivendo, all’inizio come introduzione, “Quando la musica diventa poesia.” E chiudendo la stessa con il seguente capoverso: “Perché, signori miei, quando il talento c’è, si sente e, in questo caso, “chiudendo gli occhi” lo si riesce quasi a percepire sentendosi “toccare” il cuore e l’anima……”. Sei d’accordo?
ü Ti ringrazio per i complimenti (non c’è di che, fratello! N.d. Antonio “Anatas”), ed è proprio quello che volevo fare con questo progetto, rendere poetica la musica e rendere musicale la poesia. Il titolo stesso dell’EP, è tratto da un verso di Neruda, cosi come i titoli o l’idea della maschera puntano in quella direzione.
10. Ascolta: cercando di descrivere i brani del tuo disco, ho dovuto davvero sforzarmi per utilizzare aggettivi noti che, credo, non rendano neppure giustizia agli stessi. Per intenderci: avrei davvero voluto la possibilità di poter coniare parole nuove per descrivere ogni singola song. Tuttavia, una sittal facoltà, al momento, mi è sconosciuta. Tu, invece: che aggettivo utilizzeresti per descrivere al meglio ogni singolo brano di “Tra L’Ombra E L’Anima”? Un aggettivo per ogni pezzo che meglio lo rappresenti.
Sinceramente il compito per me non è molto più facile che per te, perché io mi limito a esprimermi, dopodiché ciò che esprimo e la definizione dello stesso rimane il più delle volte un mistero pure per me, comunque proviamoci:
“Chiudi Gli Occhi”: Silenziosa
“Il Mio Modo Per Dirtelo”: Sincera
“La Luna Bacerà Le Tue Lacrime”: Materna
“Giada”: Tormentata
“E Poi, Silenzio”: questa è una canzone di addio, o un arrivederci, è come il tramonto in cui, per richiamarmi al mio nome, Red Sky, il cielo è rosso perché il sole tramonta, e sarà di nuovo rosso quando risorgerà. Questa canzone chiude l’EP, ma lascia intendere che non è finita qui. Non ho aggettivi per questa canzone, riesco a spiegarla solo cosi (l’hai descritta alla perfezione. E, ti dirò: è la canzone più bella del lotto, la mia preferita! N.d. Antonio “Anatas”).
11. Come intendi proseguire la strada intrapresa? “Tra L’Ombra E L’Anima “ è un ottimo DEMO. Che sorprese ci aspettano nel rimanente e, eventualmente, nel suo “sequel”?
ü Attualmente sto cercando di farmi conoscere e sto anche cercando un etichetta discografica. Nel frattempo sto preparando le canzoni che andranno nel prossimo lavoro, EP o album che sia, che sarà un po’ diverso da questo demo, in quanto conterrà anche canzoni più allegre, spazierà in vari generi e forse avrà anche parti cantate (strafighissimiticissimo….! [Homer J. Simpson docet] – N.d. Antonio “Ananas”).
12. Con gli Ammonal, durante i tour, ti capita di eseguire qualche brano del tuo progetto solista? E, in caso di risposta affermativa, come viene accolto dai fan?
ü No, per ora non ho ancora portato dal vivo le mie canzoni, ma conto di farlo presto. In realtà non avevo pensato di suonarle durante gli show degli Ammonal, mi hai dato un’idea! (sapevo di essere un genio. Ora ho ricevuto la conferma, muahahahahahahahahahah!!!! N.d. Antonio “Anatas”)
13. Rimanendo in questo tema e, molto più generalmente considerando l’ambiente musicale tutto e non restringendo il campo esclusiva mene alla “sede live” come hanno accolto i fan degli Ammonal questo disco? È piaciuto loro o hanno storto il naso?
ü Piacerebbe saperlo anche a me! Per ora non sono molto conosciuto con questo mio progetto, ma posso dire che i fan degli Ammonal a me più vicini hanno apprezzato.
14. Domanda perfida: quale brano di “Tra L’Ombra E L’Anima” pensi “si sposi” maggiormente con la tua filosofia di vita? E, ancora, quale credi sia maggiormente rappresentativo del DEMO che ci hai offerto di ascoltare e recensire?
ü Paradossalmente l’outro, ”E Poi Silenzio”. Questa canzone è arrivata per ultima, quando avevo già fissato le date per registrare l’ EP praticamente. È nata all’ultimo momento, riprendendo le note dell’intro, e l’ho scritta direttamente al PC, a parte gli armonici naturali che ho aggiunto in seguito… è stata quasi un illuminazione (‘sti cazzi! N.d. Antonio “Anatas”). Secondo me questa canzone racchiude nei suoi pochi minuti l’essenza dell’ EP e dell’intero progetto e, quindi, la mia. È una breve metafora della vita, inizia tranquilla, poi all’improvviso esplode in tutta la sua potenza, poi di nuovo tranquilla, e poi finisce all’improvviso, nel silenzio quasi totale, rimane solo una melodia triste, in fade out. Per come si svolge, e per come è nata, è la mia preferita.
15. Cosa pensi della scena Underground italiana? Io, sinceramente, ho scoperto moltissimi talenti (e, sia tu che gli Ammonal ne fate parte) che, sinceramente, non riesco davvero a concepire come “confinati” in un territorio a sé stante. Territorio che merita di essere valorizzato e portato in auge, qual è, appunto, quello del sottobosco musicale italiano. Sfogati pure: è permesso tutto, non ci sono limiti.
ü Penso che sia durissima, e che una band per farcela abbia bisogno di tanta fortuna e tanto tanto lavoro. In altri Paesi è molto più facile; qui si fatica a trovare locali per suonare, se li trovi non ti pagano e poi la gente non viene… le radio non ti passano se non sei già famoso, è tutto orientato a demoralizzare le band (questo Paese, più lo osservo e più mi fa schifo. N.d. Antonio “Anatas”). Per quanto riguarda gli altri gruppi, molti sono validi e anche migliori di certe band famose, ma a mio parere c’è poca originalità.
16. Sai, il tuo album mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di tributarlo inserendo all’interno del sequel del mio romanzo, che dovrebbe intitolarsi “Wolf’s Eyes – Piacŭlum”, proprio il titolo di una tua song: “E Poi Silenzio” (che, ad ascoltarla, strappa davvero le lacrime). Mi picchierai per questo?
ü Ahahahahaha! No tranquillo, anzi è un onore (WoW! L’ho scampata per un pelucchio…. N.d. Antonio “Ananas”).
17. Credo di aver saziato la mia sete di conoscenza e quella dei nostri lettori. Adesso lascio a te spazio per i commenti finali amico! Anche qui: sfogati. Hai carta bianca!
ü Ti ringrazio per la disponibilità, lo spazio e i complimenti. Saluto e ringrazio tutti quelli che si emozionano con la mia musica e mi supportano, e invito tutti a dare un ascolto al mio EP, che vi ricordo è ascoltabile sul mio MySpace (www.myspace.com/redskyproject). Chi volesse acquistarlo, può mandare un e-mail a redskyproject@gmail.com
A presto!
A presto a te, Leo! Sei diventato davvero il mio eroe con questa intervista. Alla faccia di chi dice che i metallari sono senza cuore, anima e/o cervello! Avete capito, brutti bagarospi?!?!?!?!?!?
Comunque sia, il progetto Red Sky è davvero “terrificante” (Kathrsys copyright A.D. 2011), nel senso più figo e positivo del termine e merita tutta la mia ammirazione e il mio supporto! Assieme a quello dell’intero Staff di The Empty Dream! Non mi resta, quindi, che augurare il meglio a Leo e al suo progetto, Red Sky. Sperando che possa davvero sfondare assieme a tantissime altre bands che qui, all’interno del settore Underground, noi di The Empty Dream abbiamo recensito e cercato, con ogni mezzo, di porre alla Vostra attenzione, gente!
Un saluto a tutti, mostri!
Arigatò,
Antonio “Anatas” Moliterni
Direttore, Proprietario ed Editore di
The Empty Dream….. ONLY 4 YOU!

