
Ci sono stati anni oscuri in cui avere una voce graziosa e fare musica metal era quasi inaccettabile: doveva esserci un cantante capellone, arrabbiato e possibilmente anche prodigo di insulti al proprio pubblico. Poi sono arrivate le prime gothic metal bands: i Within Temptation, i Gathering, i Theater of Tragedy. Naturalmente sembrava fare peccato esporre al pubblico “solo” le voci incantevoli di Sharon Den Adel, di Anneke Van Giesbergen e Liv Kristine: si è imposta allora la formula Beauty and the Beast, con una violentissima voce growl (la 'bestia') a sostenere – e talvolta a rovinare – la controparte femminile (la 'bellezza'), spesso dotata di doti canore notevoli.
Fortunatamente si è poi scoperto che una bella voce femminile, meglio ancora se supportata da una presenza sul palco 'fascinosa', può sopravvivere senza il supporto maschile, anzi: la delicatezza della voce è un contraltare perfetto all'aggressività del suono.
E allora la storia ha prodotto i Nightwish, gli Evanescence, i Lacuna Coil.
Tanto per restare in Italia, un'ulteriore evoluzione del connubio tra grinta sonora e voce femminile è ben rappresentata dalla band palermitana Iridyum, in attività da quasi dieci anni e con alle spalle una lunga esperienza live, un EP di due tracce, “SlamD” e un mini-album di sei, “No cover up”, tutti autoprodotti, come autoprodotto è anche "What I feel inside", un album full-lenght di dieci canzoni e oltre 30 minuti di musica.
Rispetto ai precedenti lavori il sound è più duro ed elaborato, e la scelta sonora ben si adatta ai testi, che pongono al centro dell'attenzione le emozioni e i sentimenti, in un ideale concept-album attraversato da stati d'animo controversi, che pongono domande e contengono, nel profondo, risposte più o meno velate.
La prima dimostrazione ne è Light & shadow, traccia di apertura annunciata da un riff quasi thrash e subito accompagnata da comparti strumentali che si disputano il compito di sottolineare la voce di Laura Piras: batteria e basso prima, elettronica poi. Infine, tutti insieme per il ritornello. Ben strutturato anche il passaggio centrale con un altro riff convincente e il seguente raddoppio di tempo. Un'attenzione particolare la merita anche il testo, che riprende l'atavica lotta tra luce e ombra: “Luce e ombra si attraggono e si respingono come due amanti che vivono una travagliata storia d’amore”, lasciando presagire l'analisi di un conflitto interiore: “L’ombra di me stessa mi perseguita”.
Se la prima impressione è più che positiva, ciò viene confermato da Fighting, traccia che esorta a lottare e vivere senza nascondersi, e lo fa inizialmente in maniera soft e quasi suadente, senza lasciare invece possibilità di risposta nel potente refrain. Metafora della lotta concretizzata perfettamente nel violento passaggio centrale e nel crescendo finale, dove si può apprezzare anche uno dei (purtroppo) rari assoli. Le chitarre di Davide Campanella (solista) e Angelo Marguglio (ritmica) si intersecano senza calpestarsi, grazie a un lavoro diversificato, segno di un'attenta composizione in sala.
Memories of life è aperta da un arpeggio sostenuto da un ottimo lavoro di tom e percussioni, grazie al solito sapiente lavoro del batterista Fabrizio Pacera, che dimostra le proprie capacità senza mai eccedere in inutili virtuosismi: la struttura e lo stile lasciano intuire quasi un approccio prog, peraltro ottimamente riuscito. Strofe pesanti, ritornello leggero: i capisaldi vengono qui invertiti con intelligenza. E sono ricordi che fanno male: “The memory hurts – it's painful call to mind memories of life.” La sofferenza vibra nelle parole e nella voce, sempre convincente, di Laura.
Illusionless ha un ritmo dettato dal basso puntuale e trascinante di Sebastiano Gatto, che all'occasione non ci nasconde un trascinante lavoro di slap facendo “reparto” anche da solo, come nelle prime due tracce e come in Sad Indifference, altra grande – seppur breve - prova corale, in grado allo stesso tempo di mettere in risalto la bravura dei singoli. Facendo un passo indietro di una traccia, con So alone prosegue il percorso introspettivo: l'intro è un richiamo doloroso di inaspettata bellezza, che si trasforma (così come la voce, che diventa artefatta) in una disperata richiesta di comprensione, gridata nel ritornello “So alone it's so bad, too bad”.
Il grido vero e proprio arriva con Scream, in cui si apprezza il buon apporto dell'elettronica, utilizzata in maniera intelligente: dosata con scrupolo, non se ne abusa, riempie senza 'contaminare'. Il dolce arpeggio che sostiene la voce di Laura, ora più suadente, segna con You il momento più intimo e riflessivo dell'album, ed emerge un nuovo elemento nella lotta tra luci ed ombre, la causa esterna (You, appunto) che causa il disagio interno: "I’d paint the sky with colour you prefer, but it’s not that. I desire to be clear, bright, beautiful for you - I watch my image in the mirror and I don’t feel well". Un raddoppio nella variazione, segnata anche da un azzeccatissimo uso della doppia cassa e da un pregevole assolo, è il preludio a un finale che lascia qualche barlume di speranza dopo tanta sofferenza: “After all I never despair, and turn my thoughts at tomorrow again”.
Ritmica sugli scudi e doppia voce (una costante tutto sommato ben dosata) caratterizzano la conclusiva Inside, a cui è affidata la chiusura dell'album con raddoppi di tempo che portano al 'gran finale', degna conclusione di un album convincente e frutto di un ottimo lavoro di studio.
Non resta che attendere il prossimo appuntamento di questa band che si dimostra sicura dei propri mezzi e che, viste le capacità, potrebbe quasi osare qualcosa di più in fase compositiva – magari un pezzo più lungo - e che ha ben poco da invidiare a 'colleghi' che godono di maggior celebrità e visibilità.
Nel frattempo, sul sito ufficiale www.iridyum.it molto curato, si possono trovare tutte le informazioni sul gruppo, video, foto, testi e traduzioni e, ultimo ma non meno importante, è possibile ascoltare tutte le canzoni dei primi due album.
Voto: 8,5
Iridyum - What I Feel Inside (2009)
Tracklist:
1- Light & Shadow (3.43)
2- Fighting (3.32)
3- Memories of life (4.08)
4- Illusionless (3.38)
5- So Alone (4.11)
6- I have no choice (4.48)
7- Sad Indifference (2.43)
8- Scream (3.17)
9- You (4.33)
10- Inside (3.30)
Line-up::
Laura Piras — voce
Davide Campanella — chitarra solista
Angelo Marguglio — chitarra ritmica
Sebastiano Gatto — basso
Fabrizio Pacera — batteria
Contatti:
WWW.IRIDYUM.IT
WWW.MYSPACE.COM/IRIDYUM
WWW.YOUTUBE.COM/IRIDYUMPALERMO
IRIDYUM@LIBERO.IT
3293995474 / 3293880859
