The Empty Dream | NOFUCK – EXISTENZMINIMUM

NOFUCK – EXISTENZMINIMUM

 

Questi sono quel genere di dischi che non dovrei recensire.

E non perché siano brutti dischi. Il problema, che è tutto mio, è che io sono un appassionato thrasher incallito ma molto devoto alle vecchie glorie, e che un po’, al contempo, diffida di tutte le uscite in ambito estremo che tentano di ricalcare questa o quell’altra band senza proporre nulla di innovativo o, comunque, tentando, seppur in maniera lieve, a differenziare il proprio sound ad quello di centinaia di migliaia di altre band.

Fortunatamente, questo, non è il caso dei “Nofuck”, realtà tutta nostrana e tutta laziale (e, precisamente di Civitavecchia), che si affaccia, in realtà già da qualche anno, sul panorama musicale con questo suo secondo pargolo, “Existnzminimum”.

Non potendo, purtroppo, far paragoni con il disco precedente, dovrò basarmi, esclusivamente, su ciò che ho davanti e su ciò che sto ascoltando. E, invero, sto ascoltando dell’ottimo metal, suonato perfettamente, e cantato in maniera brutale all’inverosimile.

Prima di descrivere il sound e la proposta della band, doverosa, mi pare, a questo punto, una mini-biografia della stessa.

Nati nel 1997 ad opera di Davide Pennesi (chitarrista) e Davide Poddesu (batterista), i Nofuck vedono la luce nella realtà laziale e da lì iniziano a muovere i primi passi.

Appassionati di thrash metal, il duo inizia a reclutare musicisti, fino al momento della pubblicazione del loro primo disco con l’innesto, nel 2005, di Emilio Sonno (al basso), quel “Syndrome” che farà circolare il nome della band all’interno del panorama underground.

Ma è solo successivamente, con l’entrata del mostruoso singer, Daniele Cristiano, che i Nofuck riescono a compiere il decisivo salto di qualità.

Ispirandosi, chiaramente, al sound dei Pantera, Sepultura e dei Messhuggah (quelli più cervellotici e ipertecnici), i Nofuck, due anni dopo, nel 2007, riescono a dare alla luce quello che è il loro secondo lavoro da studio, ossia “Existnzminimum”, parola tedesca che, tradotta letteralmente, significa “Standard Qualitativo” ma il cui significato, all’interno del concept che la band campana ci propone, è molto più ampio e va intravisto nell’insieme dei brani che compongono il full-lenght.

“Standard Qualitativo” inteso, appunto, come “Standard Abitativo Minimo Ammissibile”, chiaramente ispirato ad un movimento più “architettonico” in stretto contatto col Funzionalismo, nel quale si cerca di dare all’individuo stesso lo spazio necessario per condurre la propria vita, senza sprecarne, appunto, neppure un metro quadro.

Anche il monicker della band stessa non è scelto a caso, poiché “Nofuck” è, al tempo stesso, nome  volutamente autoironico ma che vuole, al contempo, richiamare quelli che sono i problemi relazionali tra uomo e donna (andando, quindi, a intravedere i vari stati d’animo degli stessi, quali la gelosia, l’amore non corrisposto e via dicendo).

Passando, invece, agli 8 brani che compongono il lotto, ciò che balza immediatamente all’orecchio dell’ascoltatore è un’apparente caoticità.

Ma, ripeto, è solo apparente.

Questo, perché, i brani hanno una struttura molto articolata per ciò che concerne il guitar riffing.

Inoltre, il songwriting tutto, è davvero molto complesso, tecnico all’inverosimile, intriso di cambi di tempo improvvisi, stacchi di batteria e bridge nei quali è possibile udire un ottimo basso danzante che bene scandisce i tempi e che, a sua volta, viene ottimamente accompagnato dalla drumming che svolge un lavoro davvero egregio.

E se l’opener, “Nofuck”, già da sola, è un’ottima presentazione per ciò che concerne la proposta musicale della band, la successiva Shattered Dreams (della quale vi consiglio il video), è una conferma di come i Nofuck siano riusciti perfettamente a far loro gli insegnamenti delle band su citate, andando a rivedere il concetto stesso di thrash e riproponendolo in chiave moderna, apportandone i giusti cambiamenti e le dovute innovazioni che possono e (devono) rendere quella personalità, abbastanza marcata per quel che si può evincere, che contraddistingue le tracks di “Existnzminimum”, andando, molte volte, a sfociare in ambiti che lambiscono lidi adiacenti ad un sound tipicamente più “harcore-oriented” che, nel complesso, non “deforma” la struttura dei brani ma, anzi, riesce a donargli quel toccasana e quella marcia in più.

Esempio concreto, infatti, di come si possa comporre ottima musica è la bellissima “Abastine”, cerebrale all’inverosimile, pesante, veloce, con stacchi improvvisi che, nel mezzo, si smorza pian piano. Quasi si trattasse di scosse di assestamento di un forte terremoto che, successivamente, si rimanifesta in tutta la sua furia. Furia che esplode nella successiva “Tragedy”, semplicemente perfetta.

Un album abbastanza devoto alla ricerca di soluzioni complesse ma senza trascurare, al tempo stesso, la ricerca della forma canzone. Il tutto onde evitare di disperdersi nella caoticità anzi menzionata e risultando mai scontati, noiosi e/ monotoni.

E se una song come “In Hail” è devastante all’inverosimile e sprigiona una forza incommensurabile (merito, soprattutto, della sezione ritmica, sempre vincente, di un riffing roccioso e di un cantato che  riesce a far tremare le pareti di casa), la title track è, semplicemente, un puro gioiello di quel “post”-thrash metal che la band ci propone. Una gemma che ha nel lavoro delle chitarre il suo punto di forza, nonché, nell’ampia dinamicità intrisa nella stessa song, la più lunga dell’album, oltre 6 minuti di ottimo thrash metal, durante i quali, la stessa, pare voler cambiare continuamente “veste”.

Chiude le danze la superba “Why Me?”, altro piccolo diamante che mette in mostra i gioielli di famiglia dei NoFuck: melodia, velocità, tecnica e controcazzi chiodati in quantità industriale.

Unico neo che si potrebbe imputare al disco è la produzione, non perfetta (ma, in fin dei conti, l’album è autoprodotto e, per ciò che mi riguarda, si rimane su standard abbastanza elevati) e il sound della batteria un po’ (troppo) ovattato che non rende giustizia a quell’amalgama sonora che si sarebbe potuta creare se, solo, la produzione fosse stata quella che tutti noi, oggi, siamo abituati ad ascoltare.

Ma, in fin dei conti, sono dettagli che non riescono, non possono e non devono inficiare un lavoro che, nel suo complesso, rimane un lavoro più che ottimo, composto e suonato da una band che ha forza di volontà da vendere, capace di tener testa, per ciò che mi riguarda, anche ai mostri sacri del settore.

“Existnzminimum”: un disco che, decisamente, porterà una ventata d’aria ottimistica alla band, nel senso più lato del suo significato. E, se queste sono le premesse, non vedo l’ora di ascoltare il loro nuovo full-lenght, attualmente in lavorazione, “Walls Of Flash”.

Promossi senza ombra di dubbio.

 

VOTO: 7.5

 

TRACKLIST:

1.      NOFUCK

2.      SHATTERED DREAMS

3.      IN HAIL

4.      ABASTAIN

5.      TRAGEDY

6.      AUSTRALIAN GIRL

7.      EXISTENZMINIMUM

8.      WHY ME?

 

Infine, per tutti coloro i quali avessero interesse nel contattare la band, riporto, qui di seguito, i contatti relativi:

Ø  Sito Ufficiale: http://www.nofuck.it

Ø  MySpace Ufficiale: http://www.myspace.com/nofuckthrash

Ø  Pagina Facebook: http://www.facebook.com/home.php?#/pages/Nofuck/41667384567?ref=ts

Ø  Canale Youtube: http://www.youtube.com/user/NOFUCKthrash

Ø  Link diretto al 1° Videoclip Ufficiale (“Shattered Dreams”): http://www.youtube.com/watch?v=bBjH-DeIYyI

Ø  Officiale Forum: http://www.hardnheavycommonwealth.com/forum/viewforum.php?f=76

Ø  Pagina LastFM: http://www.lastfm.it/music/nofuck

Ø  Pagina su PureVolume: http://www.purevolume.com/nofuckthrash

Ø  E-mail band: info@nofuck.it

Ø  E-mail per Booking e Press: nofuck@almamaterprod.com

 

 

 

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