The Empty Dream | Lord Volture, Never Cry Wolf

Lord Volture, Never Cry Wolf

 

Non piangere mai, lupo. E se tanto mi dà tanto, se il lupo è quello della copertina, semmai ha da piangere chi lo incontra. Con questa cover image decisamente aggressiva ci addentriamo nelle viscere di questo secondo lavoro della giovane band olandese dei Lord Volture, che propone delle sonorità decisamente hard, rinnovando i fasti della NWOBHM, con influenze thrash, power e speed.

La riprova ne è la traccia di apertura, la speeditissima 'Never Cry Wolf', che mette subito sul piatto le carte e le potenzialità della band: ritmica battente, parti di chitarra eclettiche e onnipresenti, assoli come se piovesse, il tutto a esaltare la voce meravigliosa di David Marcelis, al quale capiterà ben presto, all'ascoltatore, di affiancare senza timori reverenziali, a Blaze Bayley - e non a caso proprio a quest'ultimo hanno fatto da band di supporto.

Il lato più smaccatamente Iron emerge nell'epica "Taiga", in cui tutto è dannatamente perfetto, dalla lunga intro strumentale alle disperate urla finali di David. Sette minuti di puro piacere, che non si placano sulla successiva tiratissima "Wendigo", altra traccia chiave dell'album, timida nelle stroffe, devastante nei ritornelli, negli assoli e nel solito finale in cui la voce di Marcelis dà ancora straordinaria prova di sè.

Quasi due minuti strumentali aprono "Celestial bodies fall", più complessa ma tutto sommato meno coinvolgente delle precedenti. Cadiamo ache noi nell'incubo in "Korgon's Descent", parentesi power in cui veniamo letteralmente stesi dalla doppia cassa di Frank Wintermans, che ci fa dono di una decina di tempi e di interpretazioni diverse. 

Spesso le cose più semplici risultano le migliori: ed ecco "Minutes to Madness", altra pietra miliare di "Never Cry Wolf", una batteria semplice semplice così semplice che ti chiedi: "Embè, che gli è successo?" Gli è successo che l'assolo di chitarra segue un tempo irregolare. C'era l'inganno. Uno splendido inganno. La traccia dura "solo" quattro minuti, e forse avrebbe più diritto di altre di accompagnarci ancora un po'.

Sicuramente più diritto di "Necro Nation", che anticipa nel titolo un vago sentore di genere death, sentore rispettato ma con esito poco convincente, se non fosse per la solita prova vocale monstre.

Una folla acclama il re, seguita da un inquietante interrogativo: 'Per quanto potrò ancora portare questo peso?'. "I am King", ottava traccia, che trae le sue origini da un ottimo lavoro ritmico (Simone Geurts  al basso) che lascia le chitarre in standby, lasciando spazio al re perchè racconti la sua storia. Ritornello da 'heavy classico', ottimo l'intermezzo musicale con l'interminabile e azzecatissimo assolo (onore al merito Paul Marcelis e Leon Hermans). Purtroppo la storia del re non è felicissima dato che si rivela, alla fine, 'il re del nulla'.

Una delle caratteristiche della band sono le lunghe intro musicali, e la consolida in pieno "Into the Liar of a Lion", che vede la partecipazione di Sean Pack dei Page, altra voce decisamente ehm ... 'autoritaria'. E' con "Brother", però, che i Lord ci sorprendono: ovvero una ballad per chitarre - rigorosamente acustiche - e voce. Voce che dimostra di sapersi 'contenere' e incidere anche su registri decisamente più quieti. 

No, non è vero. Si sente che il buon David non vedere l'ora di arrivare al ritornello per sfogarsi. Se qualcuno pensa di storcere il naso di fronte a questa parentesi lirico-riflessiva, ci pensi due volte prima di farlo. Per quel che mi concerne, questo breve stacco è più che promosso. Sta all'album come "A Past and Future Secret" sta a "Imaginations from the other side" dei Blind Guardian.

L'ululato dei lupi ci riporta al protagonista dell'album: il lupo è alla porta, ci racconta "The Wolf at your Door", l'ultima epica tirata dell'album, che rientra nei canoni classici dell'heavy stile Iron, genere nel quale il nostro Signor Volturo sembra trarre migliore agio e darci maggiore appagamento. 

Album assolutamente apprezzabile e consigliato, promosso sotto tutti gli aspetti. 

A voler trovare qualche pecca, ma proprio per voler fare i pignoli, le background vocals in certi punti si potrebbero migliorare, e talune canzoni potrebbero durare qualcosina di meno. Per il resto, c'è da godere...

 

Lord Volture - Never Cry Wolf

Release: 11 November 2011

Voto: 7,8

Tracklist:

1 Never Cry Wolf
2 Taiga
3 Wendigo
4 Celestial Bodies Fall
5 Korgon's Descent
6 Minutes to Madness
7 Necro Nation
8 I am King
9 Into the Lair of a Lion
10 Brother
11 The Wolf at your Door

Line-up:

David Marcelis - vocals
Paul Marcelis - guitars
Leon Hermans - guitars
Simone Geurts - bass
Frank Wintermans - drums

 

http://www.lordvolture.com
www.myspace.com/lordvolture

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