
Il metal nostrano questa volta ci presenta una giovane band di Ancona. I Nefesh devo dire che mi hanno parecchio stupito, sia positivamente che negativamente devo ammetterlo, ma è sempre gradito “l'infrangere gli schemi” sia riuscito con successo che meno.
Il genere che cercano di trasmetterci non è unico ma molteplici, i maggiori dei quali Progressive, Gothic, Death, Neoclassical con una buona dose di Sperimentale ed Ambient. Con il primo album “Shades and Lights” ambiscono a un certo equilibrio nel mischiare i suddetti generi. Certo l'impresa è abbastanza ardua, non per tutti; i Nefesh ci provano.
L'album che conta bel 13 parti e quasi un'ora di durata alterna brani lunghi con intermezzi e brevi mini-strumentali. Le lunghe hanno una struttura trascendente simile per ognuna e che alla lunga si riesce benissimo ad individuare; le corte invece alternano da sipari da piano bar ad intermezzi ambient, sino a qualche schitarrata alla Kaiowas. La particolarità più eclatante è nell'uso continuo, forse troppo, del piano e di tutti i suoi derivati che ricordano molto i principi fondamentali del Gothic Classico in stile Nightwish ed Epica. Ad accompagnare il piano c'è un'irrefrenabile chitarra elettrica con un forte impatto uditivo, a mio parere da abbassare di tono in alcuni tratti e da cambiare l'effetto principale(gusto personale). Onore al cantante che si dimostra abilissimo nell'uso sia di un clean profondo, sia di un grove/growl/scream modesto e sincero.
Nel complesso un valente lavoro, anche di buona registrazione, che però a parer mio poteva essere strutturato meglio, con meno canzoni ma con più intensità e virtuosismo, più varietà nei suoni di chitarra e con un vigore più travolgente e meno d'impatto. In oltre, pur non trovando nessuna castroneria non riesco neanche a percepire nessun frangente di miriade bellezza e fascino.
Per concludere: buona l'idea, ma da approfondire e scoprire. Per questa prima volta vi è andata bene.
(Sarebbe davvero figo un mix di Dream Theater, Opeth e Nightwish)
VOTO: 7